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Notturni della città in Sabina 1-2-3-8-9-11 Novembre 2018

CALENDARIO SPETTACOLI TEATRO DELLE CONDIZIONI AVVERSE

NOTTURNI DELLA CITTA’
Itinerari di narrazioni teatrali notturni nelle città, per raccontare storie nei luoghi dove sono accadute.

 

 

Notturni della città_ Linea 1
Partenza dalla Biblioteca di Montopoli Di Sabina
Date 1, 2, 3 novembre alle ore 21,00
di Andrea Maurizi, con  Alessandro Blasioli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notturni della città_ Linea 2
Partenza dalla Biblioteca di Forano
Date 8, 9, 11 novembre alle ore 21,00
di e con  Andrea Maurizi


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Notturni della città_ Linea 3
Partenza dalla Biblioteca di Poggio Mirteto
Date 1, 2, 3 novembre alle ore 21,00
di e con  Andrea Maurizi

 

 

 

 

 

 

 

Itinerari di narrazione nelle città

per raccontare storie nei luoghi dove sono accadute

IDEAZIONE E REGIA Andrea Maurizi

CON Alessandro Blasioli, Andrea Maurizi

REALIZZATO CON LA COLLABORAZIONE  ARTISTICA DI Marco Baliani e Maria Maglietta

RICERCA STORICA E DOCUMENTALE CON LA COLLABORAZIONE DI Francesco Barilli e Roberto Lorenzetti

ORGANIZZAZIONE Teatro delle Condizioni Avverse

Il format “Notturni delle città” è registrato ed è vietata la riproduzione o l’utilizzo anche parziale, senza il consenso del Teatro delle Condizioni Avverse.

 

Notturni della città

Itinerari di narrazioni nelle città italiane.

Raccontare storie nei luoghi dove sono accadute.

I notturni sono viaggi nella memoria delle città dedicati a pochissimi spettatori per replica per narrare le utopie e i sogni degli ultimi, o dei poeti, e per raccontare storie di uomini del ‘900 che in quelle strade hanno combattuto contro un potere più grande di loro; storie di lotta, di Resistenza, di terrorismo, di mafia. Una riscoperta silenziosa di storie scomode, storie “da dimenticare”, “storie sbagliate”. Storie da narrare sottovoce, nei luoghi dove sono accadute.

Il progetto prevede la messa in scena di monologhi da realizzare in automobile, un mezzo quotidiano e “banale” che diventa ambientazione avvolgente, ovattata e intima di uno spettacolo avente come scenografia i vicoli, le piazze e i palazzi cittadini. Un caleidoscopio mobile e invisibile da cui gli spettatori possono guardare il mondo senza essere visti, un caleidoscopio manovrato dal narratore stesso che proietta storie e visioni direttamente nelle strade in cui sono accadute, rendendo mutabili e sovversivi i percorsi ed i mezzi del nostro quotidiano.
I percorsi dei Notturni si ramificano come delle vere e proprie linee urbane, come se fossero delle linee del metrò, le stazioni sono le storie da raccontare ed i capolinea i teatri scelti come punto di partenza (e di arrivo) del viaggio.  Gli spettatori acquistano il biglietto per uno degli itinerari possibili, fra diversi gruppi di storie proposti.
I percorsi partono dalla biglietteria del teatro dove, all’ora concordata, l’attore-narratore chiama a sé i passeggeri, li accompagna in macchina e comincia il suo viaggio. Le linee possono intersecarsi, scambiarsi, sovrapporsi, fino a ridisegnare la trama del tessuto urbano.
Le stazioni sono le soste del viaggio ovvero i momenti in cui l’attore – narratore ferma la macchina e racconta una storia nel luogo dov’è avvenuta; ci sono stazioni (o storie) dove si intersecano tutte le linee della città, stazioni più frequentate di altre oppure stazioni dimenticate.
Tutte le linee terminano nel luogo da cui sono partite.

E alla fine di tutto il nostro esplorare arriveremo là dove eravamo partiti e per la prima volta conosceremo quel luogo.
(Thomas Eliot)

Per ogni città possono essere coinvolti più teatri, a seconda delle dimensioni e dei progetti di finanziamento. Da alcuni teatri si potrà partire per taluni itinerari, mentre per ascoltare altre storie bisognerà partire da altri; ci saranno storie che potremo ascoltare solo prendendo una specifica linea, oppure ci saranno stazioni obbligatorie dove tutte le linee si troveranno a transitare. Ad esempio, a Roma, ogni linea, a prescindere dal teatro di partenza, s’intersecherà con la figura di Pier Paolo Pasolini, narrandone, di volta in volta, differenti tratti della sua vita e della sua poesia, perché crediamo che non sia possibile raccontare Roma senza toccarne quello che per noi è il suo maggiore poeta.
Volontà specifica dei Notturni della Città è quella di essere a tutti gli effetti uno spettacolo teatrale di forte impatto emozionale e non una forma di visita guidata, che mira esclusivamente alla conoscenza di determinate nozioni.

DURATA
Considerata la natura itinerante dei Notturni e la dispersione urbana delle storie narrate, la durata di ogni replica varierà da itinerario a itinerario; indicativamente sarà di 50 minuti e sono possibili due repliche a sera. Vi saranno anche eccezioni, a seconda dei percorsi da fare, delle distanze, dei desideri dei viaggiatori o del narratore.

GENESI E TEMPI DI REALIZZAZIONE
I debutti sono previsti per 31 ottobre 2018 con una anteprima Nazionale riservata agli addetti ai lavori. Per il 2019 debutterà a Torino, Chieti e Ferrara.
In futuro i Notturni prevedono di estendersi in altre in altre città.
Il progetto nasce da un’idea di Andrea Maurizi del Teatro delle Condizioni Avverse di Poggio Mirteto (Rieti), presso la Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina, finanziata dal MiBACT e dalla Regione Lazio, con il tutoraggio artistico di Marco Baliani e Maria Maglietta.

RICERCA STORICA
La ricerca storica è realizzata non solo attraverso fonti bibliografiche o giornalistiche ma anche con interviste a testimoni diretti e si poggia sulla fondamentale collaborazione delle associazioni “Madri per Roma Città Aperta”, Libera, ARCI e l’ANPI e di Roberto Lorenzetti (Direttore dell’archivio storico di Rieti) e Francesco Barilli (ideatore del sito reti-invisibili.net).
Avendo l’Italia il maggior numero di associazioni di parenti delle vittime di stragi ancora oggi avvolte dal mistero, o comunque prive di una verità condivisa, non saremo certo noi a proclamarci i narratori della verità.
Quello che andremo a raccontare sarà un aspetto, un punto di vista, se possibile quello dei testimoni diretti che andremo a intervistare.
Non è nostro compito scoprire la verità. Il nostro compito è cercare le domande. Capire perché la memoria orale collettiva ha distorto un fatto fino al punto da renderlo reale e credibile. Cercare di capire perché le persone hanno deciso di ricordare e tramandare in quel modo quell’avvenimento, anziché nel modo in cui è avvenuto.

I MEZZI DI TRASPORTO
I notturni della città sono stati pensati per essere rappresentati in automobile ma un domani, in differenti contesti urbani, potranno essere pensati altri mezzi di trasporto (bici, barca…). Qualunque mezzo si utilizzi dovrà essere intimo, piccolo, invisibile. Non siamo noi a guardare la città, sarà la città a guardarci e a chiederci di guardarla.

LA TECNICA
L’automobile sarà il nostro teatro, mentre il mondo notturno che fluisce oltre i finestrini sarà la scenografia mutevole del nostro racconto.
La macchina intesa come teatro fortemente e fisicamente vicino allo spettatore, intimo, a tratti sensoriale, dove con movimenti minimi potremo toccare la percezione degli spettatori e farla vibrare.
L’illuminazione sarà minimale. Verranno allestite luci led particolari all’interno delle vetture, finalizzate a supportare il racconto del narratore e a condurre ancora di più  lo spettatore nel viaggio del racconto e della strada.

La notte c’è una differenza di emozioni. La città è affascinante agli occhi della notte perché stupisce e si contrappone al giorno. Il suo buio sarà irrimediabilmente racconto ulteriore, sarà “altro”, un altro possibile.
                      (da Cittateatro, di Massimiliano Finazzer Flory)

L’impianto audio dell’auto sarà utilizzato per trasmettere non solo la musica (componente fondamentale di qualsiasi viaggio in auto) ma anche documenti audio originali delle storie narrate e del periodo storico di riferimento. A tratti sembrerà di ascoltare una radio clandestina, a basso volume, perché nessuno, nella notte, ci possa sentire.
Una mappa verrà apposta sul tettuccio dell’auto, una mappa che segnerà a suo modo, e con le proporzioni date dalla narrazione, le dimensioni e le distanze del tessuto urbano che di replica in replica andremo tessendo. I notturni vogliono ridisegnare le mappe di una città. Mappe realizzate appositamente in base alle storie narrate, come le mappe antiche, che si basavano sui racconti dei viaggiatori, e non su proporzioni reali. Infatti, la grandezza di un luogo era data dal numero di racconti ad esso collegati e non dalle sue effettive dimensioni, così la nostra mappa sarà una mappa creata dalle nostre scelte drammaturgiche.

NOTE DI REGIA
Un attore / narratore / autista, e quattro passeggeri / spettatori, salgono su un’auto e si dirigono verso la  notte, decisi a un onirico errare, nascosti dietro vetri sottili, viaggiano verso mete che non sanno di ricordare, si rendono invisibili e magici, goliardicamente clandestini, e segnano nuovi percorsi ripercorrendo con altri occhi le quotidiane tracce della monotonia del giorno.
Di notte la città si trasforma; la notte contribuisce a liberare quei luoghi che attraversiamo quotidianamente dal loro essere un frenetico, sterile e anonimo contenitore delle nostre vite distratte.
Un viaggio nella notte, in un tempo diverso, stanco e lento. La notte è una via per scoprire e abbandonarsi oniricamente a un viaggio fatto di luoghi, volti e storie da narrare.

Di ogni città esistono due diverse narrazioni: la storia ufficiale e quella non ufficiale. La storia ufficiale ha toni euforici e giubilanti; la storia non ufficiale è più sobria, ma di solito è destinata a durare.
(Suketu Metha, La vita segreta delle città)

Un viaggio nelle città, nato dal caos nel loro mondo possibile, ma zeppo di verità nate da contraddizioni.
Le strade, i vicoli, le piazze diventano libri mai aperti, mai letti e, a volte mai scritti, ricchi d’imprevisti eroismi. Un viaggio da fare poeticamente nel denso e contraddittorio magma delle relazioni umane che nelle città convivono.

Si, c’è la bellezza e ci sono gli umiliati. Per difficile che sia l’impresa, vorrei non essere mai infedele né all’una né agli altri.
(Albert Camus)

Raccontare storie nei luoghi dove sono accadute è “dare più fiducia alla possibilità di parola, possibilità che si fa viandante, parola “nomade” che è andata per le strade per verificare l’abitabilità in vista di uno stare insieme.” (da Cittateatro, di Massimiliano Finazzer Flory)

LA NOTTE

Si viaggerà di notte perché quello è l’unico momento in cui siamo liberi di possedere il nostro tempo. Una fuga dalla produttività, a bordo di una banale automobile, come quella che usiamo tutti i giorni, si andrà per strade comuni, dove passiamo tutti i giorni, schiacciati in un tempo che ci viene scandito e concesso, una fuga dalla monotonia inamovibile del giorno dopo giorno, che il presente ci impone.

Va in scena uno spettacolo che ci parla direttamente. E anche se sarà soltanto una notte,proverà a credere di rappresentare tutte le notti possibili. Una notte alla ricerca di un paesaggio che richiede memoria collettiva.
Bisogna ricordare il sogno nelle cose perché sognare ad occhi aperti decide della nostra responsabilità e prevede libertà.
La notte così pensata è divenuta rappresentabile solo a partire da una parentesi sul presente, da una sospensione di giudizi (o pregiudizi) su quel reale di cui siamo insoddisfatti, dalla sua “im-malleabilità”, dall’impossibilità di questo reale di farsi altro. La notte lascia spazio alla possibilità di pensare diversamente il giorno dentro di sé. La notte si da come de-costruzione della certezza del “normale”, come un tentativo di rifiutare l’abitudine dell’essere sempre uguali a se stessi. La notte come trama, percezione, esperienza, festa, rito antico, partecipazione alla ricerca di qualcosa di funambolico.
(da Cittateatro, di Massimiliano Finazzer Flory)

Un viaggio per tracciare il volto oscuro della nostra città, per riconoscerlo e riconoscersi dentro di esso per scoprirne degli spiragli di luce che sanno di umanità.
Un viaggio fino ai confini liquidi delle sue strade, per scoprire dove inizia e dove finisce la nostra città, per scoprire come viverci, come innamorarsi, lottare o fuggire.

Chi siamo

Andrea Maurizi – Regista e attore

Nato nel 1981 in provincia di Rieti. Fonda nel 2000 il Teatro delle Condizioni Avverse, con cui realizza numerosi spettacoli di narrazione. Le Condizioni Avverse sono state Officina Culturale finanziata dalla Regione Lazio e Residenza multidisciplinare finanziata dal Mibact. Collabora con il Teatro Verde e il Teatro Villa Pamphilj di Roma ed è il responsabile del Teatro dell’Unione di Viterbo per l’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (circuito teatrale regionale). Ha lavorato con Walter Manfrè, Mamadou Dioume, O’Thiasos Teatronatura, Iben Nagel Rasmussen (Ponte dei Venti dell’Odin Teatret), Renzo Filippetti e Lina Della Rocca del Teatro Ridotto di Bologna, Teatro Potlach di Rieti, Teatro Null e Teatro San Leonardo di Viterbo.

Alessandro Blasioli
Nasce a Chieti nel 1992 e fin da giovanissimo studia canto e recitazione. Nel 2014, dopo aver conseguito il Bachelor in Acting presso l’Università del Galles, partecipa alla XXVIII edizione del Todi Festival con lo spettacolo “L’Abbecedario del Conte Tolstoj” per la regia di Riccardo Reim; nello stesso anno, approfondisce gli studi sulla Commedia dell’Arte a Parigi, presso l’Accademia AIDAS, lavorando con Carlo Boso. Di ritorno dall’esperienza francese, fonda con altri colleghi la Compagnia Sasiski!, compagnia di commedianti dell’arte con cui crea canovacci inediti, come “Sogno d’Amor Perduto” e “Duello in casa de’ Bisognosi”, in scena in tutt’Italia. Nel 2015 ottiene la Menzione d’Onore del Presidente di Giuriaalla VI Edizione del Festival Internazionale “Silver Sword” di Mosca; è Alcindoro ne “Mimì è una civetta”, musical con la regia di Greg Ganakasin tournée in Emilia Romagna e, come artista indipendente, vince numerosi premi presentando il suo corto “A Vostra completa disposizione!” in diversi palchi nazionali; dal corto ricaverà il monologo “Questa è casa mia”, attraverso cui vince il premio del NUOVOImaieMiglior Interprete maschile in occasione del Festival Dominio Pubblico di Roma; con lo stesso testo prende parte al Roma Fringe Festival mentre scrive, dirige e interpreta l’anteprima del suo nuovo monologo, “DPR – Web Sommerso”, attraverso cui riceve la Menzione Speciale della Giuria al Festival InDivenire di Roma.

Teatro delle Condizioni Avverse

[Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina_TerrArte]
Il Teatro delle Condizioni Avverse [ovvero] Compagnia del Melograno promuove la ricerca e la realizzazione di un Teatro Necessario, radicato nella propria comunità, capace di farsi portavoce delle necessità culturali e delle emergenze sociali del territorio in cui opera. Svolge laboratori ed altre attività pedagogiche rivolte ai giovani e alla popolazione tutta.
L’Associazione svolge le proprie attività residenziali prevalentemente nelle Province di Rieti, Roma e Viterbo e porta i suoi spettacoli in tutta Italia.
L’Associazione è nata nel 2000 e rifondata nel 2005, opera nell’ambito teatrale, letterario, musicale, artistico e pedagogico; organizza Festival e Rassegne, spesso incentrati sul baratto e sull’esportare spettacoli in luoghi insoliti (zone naturali, periferie, luoghi dimenticati).
Parte del lavoro svolto è incentrato sulla raccolta della memoria orale della Sabina, con laboratori, realizzazione di interviste e video, oltre che di spettacoli.
Composto da giovani attori provenienti da diverse esperienze teatrali, il gruppo promuove attività artistiche e culturali volte ad avvicinare in particolar modo la dimensione giovanile al teatro e a conoscere, ospitando spettacoli di altre compagnie all’interno delle proprie rassegne, l’esperienza e la necessità teatrale di ognuna di esse. A sua volta essa collabora spesso con numerose realtà locali e nazionali, e partecipa a manifestazioni culturali in varie parti d’Italia.
Il nostro percorso formativo ci ha visto seguire, fra gli altri, principalmente il lavoro di Marco Baliani, Ascanio Celestini, Living Theater, Walter Manfrè, Odin Teatret e in particolare Iben Nagel Rasmussen nel progetto “The Bridge of Winds” e Lina Della Rocca – Renzo Filippetti del Teatro Ridotto nei progetti “il Filo dei Venti” e Finestre sul giovane teatro.
Dal 2007 con la guida di Mamadou Dioume abbiamo creato un gruppo stabile di 25 attori chiamato “Teatranti della Malanotte” che si incontra periodicamente in modo residenziale più volte all’anno; il gruppo, oltre alla preparazione fisica dell’attore, ha finora incentrato il lavoro sul mito di Antigone nei secoli.
Dal 2006 al 2016 la compagnia è stata finanziata dalla Regione Lazio nel progetto Officine Culturali operando su molti comuni della Bassa Sabina.
Dal 2015 al 2017 è Residenza Artistica denominata Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina sostenuta da Regione Lazio e MiBACT nell’ambito dell’Accordo di Programma triennale 2015-2017 stipulato in attuazione dell’art. 45 “residenze” del DM 1 luglio 2014.
Link al video delle Residenze 2015/16: https://www.youtube.com/watch?v=RZ1SP_1XxAU&t=257s
Tra i servizi offerti, mettiamo a disposizione la nostra residenza a gruppi informali o associazioni per svolgere seminari o prove; offriamo gratuitamente assistenza burocratica e amministrativa ad altre associazioni, assistendole anche nella progettazione di bandi pubblici.
La nostra storia su Lazio Creativo, Catalogo 2016 delle realtà creative giovanili della Regione Lazio:
http://www.laziocreativo.it/-/condizioni-avverse

Il Teatro delle Condizioni Avverse si qualifica come Ente di Terzo Settore (ETS) ai sensi dell’Art. 4 e secondo quanto previsto dall’Art. 101 comma 3 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/17) in quanto:
– Iscritta all’Albo Nazionale del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Direzione Generale Terzo Settore e della responsabilità sociale delle Imprese. D.D. 329/II/2015 del 23/12/2015 al n° 4117.
– Iscritta all’Albo Regionale delle Associazioni della Regione Lazio – L.R. 22/1999, det. N° D3824 del 11/11/2008.

L’Associazione è anche:
– Affiliata all’ARCI, dal 2011
– Iscritta all’Albo delle Associazione della provincia di Rieti per il Piano Locale Giovani – DGR 736/2007.
– Iscritta All’Albo Provinciale delle Associazioni della Provincia di Viterbo al numero 513.
– Dal 2011 l’Associazione fa parte del gruppo di lavoro ARCI Teatro.
– Dal 2014 l’Associazione fa parte del Circuito dei Teatri OFF.
– Dal 2015 l’associazione fa parte di CINS Rete Cultura Sabina. Rete informale del territorio della Sabina.
– Dal 2018 iscritta all’Anagrafe Antifascista promossa dal Comune di Sant’Anna di Stazzema.

Marco Baliani – Tutor artistico del progetto
Attore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione  che segna la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali creando spettacoli-evento per molti attori, come Come gocce di una fiumana (premio IDI per la regia), o Antigone delle città, spettacolo di impegno civile sulla strage di Bologna del 2 agosto, o ancora dirigendo progetti come I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea. Per il cinema è stato diretto da registi quali Francesca Archibugi, Roberto Andò, Saverio Costanzo, Cristina Comencini e Mario Martone. Come scrittore ha pubblicato romanzi, racconti e saggi tra cui Ho cavalcato in groppa ad una sedia (Titivillus edizioni) e per la Rizzoli Corpo di stato, Pinocchio Nero, L’Amore Buono, Nel Regno di Acilia, La metà di Sophia, e L’occasione. Tra i lavori più recenti, la regia e la scrittura del testo per lo spettacolo Decamerone. Vizi virtù passioni e Giocando con Orlando (anche interprete) con Stefano Accorsi.  Come attore e autore, insieme a Maria Maglietta, ha realizzato lo spettacolo Identità.
Negli ultimi due anni ha firmato come autore librettista e regista le opere liriche contemporanee Il sogno di una cosa e Corpi eretici, su musiche di Mauro Montalbetti. Nel 2015, nella ricorrenza del centenario del primo conflitto mondiale, è protagonista dello spettacolo Trincea, per cui ha vinto il premio Enrique z come migliore interpretazione. Nel 2016 è regista e autore, con Lella Costa, dello spettacolo Human.

Contatti
www.notturnidellacitta.com  [IN COSTRUZIONE]
E-mail: notturnidellacitta@gmail.com

TEATRO DELLE CONDIZIONI AVVERSE
Telefono: 0765 24699
Sede operativa: via Diego Eusebi 17, 02047 Poggio Mirteto (Rieti)
Sede legale: via Granari 43, 02034 Montopoli Di Sabina (Rieti)
www.condizioniavverse.org
PER INFO SUL PROGETTO: ANDREA MAURIZI
328 1125107
andrea@condizioniavverse.org

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